Giovanni Sardo

Blocco degli impianti eolici- La posizione della Uil Sicilia

 

Il recente decreto dirigenziale 13/2016 del Dipartimento Energia, emesso a norma dell’art. 1 della legge regionale 29/2015,  rischia di bloccare ancora e per molto tempo, gli investimenti nel settore delle rinnovabili, fermi ormai da anni, a seguito dei rinvii del Governo, nonostante le previsioni normative e i pronunciamenti giurisprudenziali di TAR e CGA sull’argomento.

Un  Governo  Regionale alla disperata ricerca di fondi per far quadrare il bilancio, sempre più asfittico, non solo per i mancati trasferimenti dello stato centrale, non può permettersi il lusso di bloccare i progetti di investimento, per alcune decine di milioni di €, peraltro in un settore così importante per lo sviluppo del territorio e  del Paese.

E’  già stato gravissimo il  ritardo nell’avere regolato il mercato delle energie rinnovabili, con un PEARS  che è stato concepito per non far sfruttare le energie alternative anche in  maniera diffusa, con la perdita di centinaia  di milioni di € di incentivi  e di occasioni di lavoro, che sono andati ad impinguare i bilanci di società che nella maggioranza dei casi non hanno sede in Sicilia.

La Sicilia ha bisogno di tutte le occasioni di investimento che creino sviluppo e nuove opportunità di lavoro per dare risposte alla disoccupazione dilagante di giovani e meno giovani. Il comparto ha dato possibilità di lavoro a  4663 addetti, al 31/12/2014, fra diretti ed indiretti e le previsioni al 2020 portano ad una  previsione di impieghi  di circa 10000 unità solo in Sicilia.

Abbiamo esigenza di costruire occasioni che creino ricchezza mettendo in moto l’economia, non di stopparle per motivi burocratici.

E’  stata istituita e si è insediata una commissione composta dai rappresentanti dei dipartimenti regionali interessati, al fine di addivenire alla individuazione delle 'aree non idonee' alla realizzazione degli impianti eolici” che dovrebbe terminare il proprio lavoro,  come  sostiene il dipartimento,  “entro il mese di aprile 2016”.

In attesa che questo avvenga, si ferma tutto. Non fino ad aprile: ma “fintanto che non sarà emanato il decreto del presidente della Regione”, ed in qualunque momento questa mossa arrivi. Quindi anche dopo la scadenza, che d'altro canto non è perentoria. 

C’è il rischio che il rinvio sine die, renderebbe ancora più tragica la condizione degli investimenti  in Sicilia, fermi in quasi tutti i settori e  dove gli esempi di  ricerca di una soluzione ai problemi da parte del Governo,  ha travalicato le emergenze, debordando nella catastrofe.

Il mondo del lavoro è stanco dei continui rinvii e potrebbe presto esternare in modo inequivocabile il proprio stato d’animo.

La Uil Siciliana ritiene che sia indispensabile che il Governo regionale e quindi l’Assessore al ramo,  imprima una accelerazione alla definizione del regolamento attuativo della legge, in modo che il Presidente della Regione possa in tempi rapidissimi emettere il decreto attuativo e sbloccare gli investimenti, senza incorrere in contenzioni milionari, che rimarrebbero a carico della fiscalità generale.

Auspichiamo che possa esserci una inversione di tendenza da parte del  Governo e  che si  passi dal dire al fare, affrontando con coraggio  le emergenze  siciliane.

Giovanni Sardo – Segretario Regionale Uil Sicilia

Palermo 11/02/2016