Salvatore Pasqualetto

Riprendano le attività della Raffineria di Gela

Con molto senso di responsabilità discutiamo da qualche tempo del destino della Raffineria di Gela, cioè della più grande raffineria che lavori greggio pesante esistente nell'area del Mediterraneo.

La chiusura delle linee di lavorazione delle benzine, pensiamo sia stato un errore, al dì là del prezzo del petrolio e del calo dei consumi di prodotti petroliferi. Quell'area fornisce un’importante quantità di greggio che deve essere lavorato dove viene estratto, considerate le alte professionalità esistenti.

Abbiamo sottoscritto un accordo presso il Ministero dello Sviluppo Economico e vorremmo che tutte le parti in campo mantenessero gli impegni assunti a partire dal Presidente della Regione e dal Governo nazionale, per arrivare all'Amministratore Delegato di ENI.

Mantenere quegli impegni sottoscritti, anche con la Categoria di riferimento, significa ridare al territorio lo sviluppo delle attività produttive magari assegnando le aree dismesse a coloro che hanno un progetto compatibile col sito. Giusto per dare al territorio e ad una popolazione di area vasta, l’opportunità di sviluppo evitando che tanti lavoratori del diretto e dell'indotto, possano rimanere senza lavoro.

Accelerare l'iter per la costruzione della "Raffineria Verde" e avviare le iniziative sulle opere di compensazione, vuol dire che la politica, le istituzioni e le parti in campo, mantengono la parola data.

Salvatore Pasqualetto