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Barone: “Bene firma Accordo-Quadro, con ammortizzatori sociali tutelato il reddito di 50mila lavoratori siciliani”.

Politiche Sociali
Barone: “Bene firma Accordo-Quadro, con ammortizzatori sociali tutelato il reddito di 50mila lavoratori siciliani”.

PALERMO. “Il reddito di circa 50mila lavoratori delle aziende siciliane in crisi sarà tutelato grazie agli ammortizzatori in deroga”. Lo dice Claudio Barone, commentando il vertice tenutosi oggi alla Regione tra governo, organizzazioni sindacali e datoriali che ha portato alla firma dell’Accordo-Quadro. E Barone spiega: “Grazie a questo strumento, di cui la Uil ha sempre sottolineato l’urgenza, è stato confermato il sostegno al reddito a lavoratori e imprese che altrimenti non avrebbero potuto accedere alla cassa intergrazione ordinaria e straordinaria. Il settore del Commercio, per esempio, sta attraversando una drammatica fase di riorganizzazione e l’anno scorso 14mila lavoratori del comparto hanno potuto contare su un reddito solo grazie a questo tipo di intervento. Se nel 2012 si fosse ritardata la firma dell’Accordo si sarebbe rischiato di metterli in mezzo alla strada. Stessa cosa per il settore della Formazione. Non è, infatti, ancora partito il Piano per l’Offerta formativa e dunque più di 10mila lavoratori senza ammortizzatori in deroga sarebbero stati licenziati”. E il leader della Uil continua: “La condivisione dell’Accordo da tutte le parti sociali è fondamentale perchè fa emergere con chiarezza la necessità di questo strumento e smentisce la posizione del ministro Fornero che, invece, lo sottovaluta. Se il Governo nazionale dovesse limitare gli strumenti di sostegno al reddito per i lavoratori delle aziende in crisi, ciò comporterebbe non solo drammi sociali ma anche l’accelerazione di una spirale recessiva con distruzione di ricchezze e posti di lavoro. Situazione intollerabile soprattuto al Sud dove il tessuto produttivo è più debole. Per questo oggi è importante che sindacati, associazioni datoriali e governo siciliano difendano questo strumento per la difesa del tessuto produttivo in alternativa all’assistenzialismo”.