Infrastrutture, Barone: “Utilizzare subito e bene tutte le risorse. Ecco cosa c’è da fare in Sicilia, lo diremo oggi al ministro De Vincenti”.

Palermo. “Le risorse del Patto per Sicilia, nel Masterplan, e gli altri fondi europei non devono rimanere virtuali ma bisogna che siano resi subito disponibili. Sono finanziamenti necessari per mettere in sicurezza il territorio, costruendo nuove infrastrutture e intervenendo su quelle fatiscenti. Utilizzare queste risorse aiuterebbe il comparto dell’edilizia, con un numero di lavoratori dimezzato a causa della forte crisi, e farebbe ripartire il ciclo economico”. Così Claudio Barone, segretario generale della Uil Sicilia, rappresenterà al ministro De Vincenti, all’incontro di oggi a Palermo, la situazione in cui versa l’Isola. E Barone aggiunge: “Chiederemo di sollecitare le stazioni appaltanti nazionali, in particolare Anas e Ferrovie dello Stato, per recuperare i ritardi nella realizzazione delle gradi infrastrutture ferroviarie e viarie e fare in modo che le risorse europee vengano utilizzate per interventi aggiuntivi, e non sostitutivi, della spesa ordinaria che negli anni passati ha privilegiato il nord del Paese. L’unificazione di Anas Sicilia e Cas, in discussione all’Ars, aiuterebbe di certo a superare l’attuale anomalia gestionale”. Tra gli interventi che la Uil Sicilia chiederà di velocizzare ci sono quelli per le aree di sviluppo industriale e per le aree di crisi complessa di Gela e di Termini Imerese. Va sbloccata la realizzazione dei depuratori idrici anche per evitare procedure d’infrazione da parte della Comunità europea. E il leader della Uil Sicilia conclude: “C’è un problema relativo alla capacità degli enti locali siciliani, piccoli comuni ed ex province più che le grandi aree metropolitane, di predisporre progetti esecutivi, oggi abbastanza complessi sulla base della nuova legge sugli appalti. Per questo Invitalia potrebbe fornire un supporto con le sue capacità progettuali. Infine, la regione siciliana dovrà superare le inefficienze, riorganizzando la macchina burocratica e avvalendosi anche delle risorse del Piano di rafforzamento amministrativo per gestire i fondi europei”.

 

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