“Caro Pierpaolo, la tua relazione ci indica una strada chiara: mettere al centro le persone, il lavoro, la sicurezza e la giustizia sociale. Una strada che la Uil Sicilia condivide pienamente e che ogni giorno percorre nei luoghi di lavoro e nei territori più difficili della nostra regione. Porto a questo congresso nazionale il saluto della Uil Sicilia.
Il titolo del nostro congresso regionale è stato: “Costruiamo insieme il futuro: la persona al centro dell’azione”. Non è uno slogan, è la nostra idea di sindacato e di società. Una società nella quale il lavoro sia dignità, la salute sia un diritti, l’istruzione sia un’opportunità e nessuno venga lasciato indietro. Dalla Sicilia questa battaglia assume un significato particolare perché il futuro continua ad avere il volto dei tanti giovani che ogni anno lasciano la nostra terra.
Negli ultimi 20 anni abbiamo perso oltre 250.000 giovani. Non partono per scelta, partono perché non trovano un lavoro stabile e salari adeguati e prospettive di vita. E quando un giovane è costretto ad andarsene non perde soltanto il mezzogiorno, perde l’Italia. Dietro questa fuga c’è un altra emergenza: l’indebolimento progressivo del welfare pubblico. La sanità è in sofferenza, le liste d’attesa sono sempre più lunghe, il diritto alla cura rischia di dipendere dalle condizioni economiche delle persone. Nella scuola continua a pesare precarietà, carenza di personale, riduzione dei servizi. Per questo continuiamo a dire che salute e istruzione devono restare diritti universali garantiti a tutti i cittadini. È per questo che guardiamo con forte preoccupazione all’autonomia differenziata: non si può parlare di maggiore autonomia senza avere prima garantito uguali diritti e uguali opportunità in tutto il Paese. Continueremo a difendere l’unità sociale dell’Italia, il principio che il luogo di nascita non può determinare la qualità dei diritti di una persona.
Care delegati e cari delegate, il lavoro resta il cuore della nostra azione sindacale. In Sicilia convivono ancora lavoro nero, sfruttamento, precarietà e povertà lavorativa. Sono fenomeni che colpiscono soprattutto i giovani, le donne e i lavoratori più fragili. Per questo sosteniamo con forza la battaglia contro il sommerso e contro i lavoratori fantasma.
Ma c’è una battaglia che viene prima di tutte le altre: quella per la vita. Non possiamo continuare a contare i morti sul lavoro. Ogni volta che un lavoratore non torna a casa, non siamo di fronte a una fatalità, siamo di fronte a una sconfitta dello Stato, delle istituzioni e del sistema produttivo. La sicurezza non è un costo, la sicurezza è un diritto, e sulla sicurezza non si può risparmiare un solo euro. Servono più controlli, più ispettori, più prevenzione e più formazione. Servono responsabilità certe lungo tutta la filiera degli appalti. Serve una cultura del lavoro che metta la persona davanti alle profitto. La campagna “Zero morti sul lavoro” della Uil non è uno slogan, è una grande battaglia di civiltà. Così come una battaglia di civiltà è quella per salari e pensioni dignitose, mentre i lavoratori e i pensionati vedono diminuire il proprio potere d’acquisto, assistiamo a profitti enormi accumulati nei settori dell’energia e della finanza. È una situazione che alimenta disuguaglianze e ingiustizie. Per questo la Uil continua a chiedere una vera riforma fiscale fondata sull’equità, sulla progressività e sulla redistribuzione della ricchezza. Chi vive di lavoro e di pensione non può continuare a pagare più di chi vive di rendita.
La Sicilia ha tutte le potenzialità per contribuire alla crescita del Paese. È al centro del Mediterraneo, può essere una piattaforma energetica, logistica, produttiva, strategica, ma queste potenzialità non possono essere frenate da infrastrutture insufficienti, collegamenti inadeguati e isolamento territoriale. Servono investimenti, politiche industriali e una visione di lungo periodo. La transizione ecologica e quella digitale devono creare nuove occupazioni e nuova precarietà. L’innovazione va governata attraverso la contrattazione e la formazione, perché nessun lavoratore può essere lasciato solo davanti a cambiamenti tecnologici.
Cari amici e care amiche, la Uil cresce anche in Sicilia perché è credibile, perché è presente, perché non si limita a denunciare i problemi, ma costruisce soluzioni. E cresce grazie all’impegno delle categorie dell’rsu, delle rsa, dei nostri servizi, di migliaia di delegati e delegate che ogni giorno rappresentano un presidio di tutela e di solidarietà. Questa fiducia ci rende ancora più responsabili. Noi continueremo a stare dove ci ha insegnato a stare la Uil, accanto alle persone, nei luoghi di lavoro, nelle periferie. Tra chi chiede diritti, sicurezza e dignità. Con autonomia, con coraggio, con la determinazione che contraddistingue la nostra organizzazione. Per un’Italia più giusta e più sicura, più unita.
Viva la Uil, viva la Uil Sicilia.
