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Morti bianche, Lionti: “Ragusa tra le province più a rischio d’Italia“.

“Di certi primati faremmo decisamente a meno. Se Ragusa è tra le province-simbolo dell’emergenza incidenti sul lavoro in Italia, ciò significa che manca la prevenzione e difettano i controlli. Sono evidenti negli ispettorati siciliani i buchi, anzi le voragini di organico. La Regione risponda con interventi concreti alle nostre denunce e ai nostri appelli. Chi fa finta di nulla, chi non fa nulla, è complice di questa strage silenziosa”. Luisella Lionti, segretaria organizzativa della Uil Sicilia con delega all’Area Vasta Palermo-Siracusa-Ragusa-Gela, commenta “con rabbia e dolore” i dati emersi in queste da uno studio nazionale condotto dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro “Vega Engineering” di Mestre. In proporzione al numero di occupati, l’incidenza di morti bianche nel territorio ibleo è di quasi tre volte superiore rispetto alla media nazionale. La più alta nell’Isola, la settima in Italia. “I numeri sono tragicamente eloquenti e impongono una riflessione comune, di parti sociali e istituzioni”, esclama Luisella Lionti che aggiunge: “Da una delle province più a rischio per il lavoro e i lavoratori vogliamo rilanciare la nostra proposta di un decreto che consenta la sospensione delle imprese con carenze nell’applicazione delle regole antinfortuni, per dare così la possibilità all’azienda di mettersi a norma”. “A Ragusa come altrove – afferma la segretaria Uil – c’è fame di occupazione, ma non a ogni costo. Nulla vale una vita. La nostra organizzazione con il suo leader Pierpaolo Bombardieri ha dedicato il 2021 alla campagna Zero morti sul lavoro. Siamo riusciti a fare breccia nel muro di silenzi e impunità che circonda questo scandalo nazionale, ma non basta. Rivendichiamo sicurezza e formazione. Sollecitiamo alla politica misure efficaci, nella speranza in Sicilia che almeno stavolta essere Regione autonoma non rappresenti uno svantaggio. Vogliamo, inoltre, che venga assicurata maggiore incisività e capacità di controllo agli Rls e agli Rlst, i Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza. Per questo, la Uil con Cgil e Cisl ha presentato una piattaforma nazionale che fra l’altro chiede al Governo di garantire a Rls e Rlst il diritto di pieno e illimitato accesso in tutti i luoghi di lavoro. Oggi non è così. Nessuna azienda deve restare senza Rappresentanti per la Sicurezza e a loro va garantita una partecipazione effettiva, costante, al sistema di prevenzione”.

L’ufficio stampa Gerardo Marrone.