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“Buon anno scolastico”.

“Buon anno scolastico. Anzi, buona Scuola! Perché di buona Scuola abbiamo davvero bisogno non solo per contrastare povertà educativa e disagio sociale, che in Sicilia crescono in modo inquietante, ma anche per affermare quella cultura del rispetto la cui mancanza genera mostri: molestie, violenze, bullismo, femminicidi. Di tutto questo, però, è consapevole chi ci governa? Investimenti negati, accorpamenti e tagli ai danni di centinaia di istituti, ricorso selvaggio al precariato, classi-pollaio e plessi a rischio strutturale dimostrano di no!”.
Lo afferma la segretaria generale della Uil Sicilia, Luisella Lionti, salutando l’ormai imminente “ritorno sui banchi che arriva dopo un’estate segnata da orrori, come lo stupro di Palermo”. L’esponente del “Sindacato delle Persone” sottolinea la necessità di “uscire dall’ipocrisia del giorno dopo che affligge le nostre istituzioni politiche, per programmare invece assieme a noi un piano di rilancio civico fondato su Famiglia e Scuola”. “Non ci sembra, però, che vada in questa direzione – aggiunge Luisella Lionti – il progressivo impoverimento di servizi sociali e sistema assistenziale nei nostri sempre più dissestati e dimenticati enti locali, su cui Stato e Regione hanno scaricato competenze senza assicurare risorse. Né tantomeno convince il sistematico uso di contratti a tempo determinato in Sicilia, ben 13 mila nella più recente tornata, per coprire le cattedre vacanti: così non si risponde certo al bisogno di stabilità, di continuità, didattica che è sempre promesso a parole e troppo spesso ignorato nei fatti. E lo stesso vogliamo dire a proposito della raffica di accorpamenti di istituti scolastici, utile soltanto a creare disservizi esasperando i problemi”.
Conclude Luisella Lionti: “Con le nostre idee e con la nostra disponibilità al dialogo, che però non può essere fatto di mero ascolto degli annunci altrui, siamo in campo dalla parte delle persone. Con la Regione, in particolare, puntiamo ostinatamente al confronto perché finalmente arrivi la stagione delle riforme vere e delle azioni concrete che i siciliani rivendicano, al pari di una autorevole capacità di rappresentanza delle ragioni di questo popolo nell’interlocuzione con lo Stato. Proprio per questo, forti di migliaia di firme alla petizione lanciata da Uil e Cgil, abbiamo chiesto e continuiamo a chiedere al presidente Renato Schifani che ritiri il suo sostegno al disegno di legge Calderoli per la cosiddetta Autonomia differenziata. Famiglie e Scuola in Sicilia avrebbero molto da perdere, nulla da guadagnare, da una proposta che dilanierebbe il Paese e lascerebbe che la nostra Isola vada sempre … più a Sud. Noi non ci stiamo, i siciliani non ci stanno!”