“La frana che in queste ore sta devastando Niscemi è l’ennesima drammatica conseguenza del ciclone Harry che ha già inferto colpi durissimi all’intera Sicilia orientale.” A dichiararlo è Luisella Lionti, segretaria generale della Uil Sicilia, a seguito delle evacuazioni di massa, dei sopralluoghi in corso e del vertice convocato al Comune, con centinaia di famiglie sfollate e strade provinciali chiuse. “Le forti raffiche e le piogge torrenziali hanno anche allagato campi, distrutto serre, capannoni e colture in piena produzione provocando danni per svariati milioni di euro agli agricoltori, già in ginocchio, e aggravato il dissesto idrogeologico. Ma non sono state risparmiate neanche le imprese e i pescatori ancora oggi fermi per porticcioli insabbiati, imbarcazioni danneggiate, attrezzature ittiche compromesse e stabilimenti balneari devastati. Questo sindacato – precisa la Lionti – chiede interventi immediati al governo nazionale come il riconoscimento dello stato di calamità, un tavolo regionale per quantificare i danni, l’accelerazione per la ricostruzione ma anche investimenti contro il dissesto idrogeologico che non può più essere affrontato con toppe emergenziali. Siamo e saremo sempre vicini alle comunità colpite vigilando perché nessuno resti indietro in questa fase”.
Categoria: Servizi
Ciclone Harry, la Sicilia devastata
Palermo. “La priorità ora è aiutare persone, famiglie e imprese a rialzarsi”. A dichiararlo anche oggi è Luisella Lionti, segretaria generale della Uil Sicilia, dopo la devastazione provocata dal ciclone Harry in numerose aree dell’Isola. “Chiediamo al governo regionale e al presidente Schifani interventi immediati e straordinari – aggiunge Lionti – per garantire la sicurezza delle comunità colpite, ripristinare strade, scuole, strutture pubbliche e luoghi di lavoro e sostenere l’occupazione nei territori messi in ginocchio dalla tempesta”.
La Uil Sicilia esprime piena solidarietà alle famiglie duramente colpite, ai lavoratori rimasti senza attività e a tutti coloro che in queste ore affrontano un’emergenza senza precedenti.
“Occorre dichiarare lo stato di calamità e attivare subito le risorse regionali e nazionali per la ricostruzione, senza burocrazia e ritardi – prosegue Lionti -. Chiediamo che siano salvaguardati i posti di lavoro con ammortizzatori sociali adeguati e misure di sostegno alle imprese danneggiate, in particolare quelle del turismo, dell’artigianato e dell’agricoltura”. La Uil Sicilia sollecita inoltre un piano di prevenzione strutturale: “Non possiamo continuare a contare i danni dopo ogni disastro. Servono politiche serie di tutela del territorio, investimenti contro il dissesto idrogeologico e una vera pianificazione per la sicurezza delle aree costiere. La Uil sarà accanto ai cittadini e ai lavoratori in ogni fase della ricostruzione, vigilando perché nessuno resti indietro”.
Ciclone Harry, i danni in Sicilia
Palermo. “Le immagini che arrivano da tante aree della Sicilia sono drammatiche e raccontano di comunità messe in ginocchio dal ciclone Harry. Come Uil Sicilia esprimiamo la nostra vicinanza a tutti i cittadini, ai lavoratori e alle imprese che in queste ore stanno affrontando danni ingenti e disagi enormi”, dichiara la segretaria generale Luisella Lionti che aggiunge: “Occorre intervenire subito con una quantificazione dei danni e con risorse certe da destinare ai Comuni e ai privati. Serve velocizzare le procedure, non possiamo attendere anni tra l’approvazione di una norma e la realizzazione degli interventi, soprattutto quelli che riguardano le infrastrutture distrutte dal maltempo. In situazioni di emergenza come questa servono misure straordinarie, snelle e immediate per garantire un ritorno alla normalità. Serve ricostruire e sostenere chi ha perso tutto”.
Analisi Gimbe, Lionti: “Sanità al collasso, punteggio Lea sotto la media nazionale”.
Palermo. “La Fondazione Gimbe ha evidenziato come la Sicilia, con un punteggio di 173 nel Livelli essenziali di assistenza, si trova al penultimo posto davanti alla Valle d’Aosta. Nettamente al di sotto della media nazionale. Questa analisi dimostra, ancora una volta, l’inadempienza cronica della regione siciliana e divari inaccettabili che penalizzano i cittadini nel diritto alla salute”. Lo afferma Luisella Lionti, segretaria generale della Uil Sicilia, che aggiunge: “I dati Gimbe sono un altro campanello d’allarme, la nostra isola non può più permettersi di essere fanalino di coda nella tutela della salute pubblica. Non c’è solo l’emergenza nei pronto soccorso, chiediamo da troppo tempo al Governo regionale interventi urgenti per colmare i gap in prevenzione, assistenza territoriale e ospedaliera con risorse adeguate e assunzioni di personale sanitario”.
Influenza e pronto soccorso al collasso
Palermo. “Il sovraffollamento dei pronto soccorso a Palermo e in molte città siciliane non può essere attribuito soltanto al picco influenzale. È l’effetto di una programmazione sanitaria che non è mai davvero decollata e, soprattutto, della mancata attuazione della rete ospedaliera regionale, ferma anni tra annunci e rinvii”. Lo dichiara Luisella Lionti, segretaria generale della Uil Sicilia, commentando l’emergenza che in questi giorni sta mettendo in ginocchio il sistema sanitario regionale. La segretaria generale sottolinea come “i pronto soccorso restano ancora oggi il punto debole del sistema perché mancano personale, posti letto e servizi medici di prossimità capaci di filtrare i casi non urgenti. Le lavoratrici e i lavoratori della sanità sono costretti a gestire un carico di lavoro insostenibile mentre i cittadini attendono ore prima di ricevere assistenza. La Regione – aggiunge la Lionti – ha il dovere di attuare finalmente la rete ospedaliera, potenziare la medicina territoriale e definire una pianificazione seria del fabbisogno di personale”. La Uil Sicilia ribadisce la propria disponibilità al confronto con il Governo regionale per affrontare l’emergenza sanitaria e garantire il diritto alla cura in condizioni di sicurezza per operatori e cittadini.
Violenza a Palermo
“Siamo indignati per il grave episodio avvenuto allo Zen. Un atto gravissimo che colpisce un luogo simbolo di aggregazione e solidarietà e, soprattutto, una comunità che da troppo tempo vive in condizioni di marginalità e abbandono e che con le sue componenti sane si impegna ogni giorno per il riscatto del proprio futuro. Purtroppo non siamo di fronte a un fatto isolato, la violenza ormai colpisce tutta la città e siamo preoccupati per il futuro dei giovani, costretti sempre più spesso a lasciare nostra terra. Questo è il risultato di anni di scelte politiche sbagliate o mancate, di promesse non mantenute e di una cronica assenza di interventi strutturali soprattutto nei quartieri popolari, dove lo Stato arretra e la politica si limita agli annunci, avanzano, infatti, degrado e illegalità”. Lo affermano i segretari della Uil Sicilia Luisella Lionti e Ignazio Baudo, che aggiungono: “Il bilancio è chiaro e non più rinviabile, la sicurezza non può essere affidata solo alla repressione e all’emergenza. Servono lavoro stabile, scuole, servizi sociali, presidi istituzionali e investimenti rigenerare le periferie. Occorre un piano di intervento strutturato e di lungo periodo per fare in modo che episodi come questo non si ripetano più”. Lionti e Baudo concludono rivolgendo un appello alla politica, a tutti i livelli, affinché rafforzi, sostenga e incrementi la presenza dello Stato non solo sotto l’aspetto del controllo del territorio ma anche e soprattutto per ciò che riguarda i percorsi socio educativi, culturali e di inclusione sociale supportando le associazioni presenti nel quartiere che già svolgono un lavoro importante. Negli ultimi mesi sono stati organizzati confronti con le istituzioni dove e avanzate proposte da tutti i soggetti coinvolti: dal tavolo prefettizio “Osservatorio Periferie” agli “Stati Generali per l’Infanzia e l’adolescenza e per politiche giovanili”. Le organizzazioni sindacali hanno già presentato in Prefettura un piano strutturato che contiene importanti e rilevanti azioni di intervento con l’obiettivo di eliminare il degrado. “E’ chiaro che per rendere operativo ciò è necessario uno sforzo importante di tutte le forze sociali e istituzionali. La legalità si costruisce con la presenza dello Stato, con il lavoro e con la giustizia sociale”, concludono Lionti e Baudo.
Incidenti stradali, l’analisi dell’Istat
“L’analisi dell’Istat sugli incidenti stradali fotografa una realtà che in Sicilia conosciamo fin troppo bene, una rete viaria fragile e inadeguata”. Lo dichiara Luisella Lionti, segretaria generale della Uil Sicilia, commentando i dati sull’aumento dei decessi e sui divari territoriali messi in luce dal nuovo rapporto nazionale. “Il tema della sicurezza stradale – sottolinea la Lionti – è strettamente legato all’assenza di infrastrutture moderne, alla manutenzione carente e alla scarsa illuminazione, soprattutto nelle aree interne della nostra isola”. A queste criticità si aggiungono collegamenti ferroviari insufficienti e strade provinciali abbandonate. Secondo la Uil Sicilia, la situazione richiede un piano straordinario di investimenti su sicurezza, manutenzione e mobilità sostenibile. “È inaccettabile che nel 2025 la Sicilia resti ostaggio di strade dissestate, cantieri infiniti e collegamenti precari – conclude Lionti -. La sicurezza stradale è un diritto e deve essere una priorità. Servono interventi strutturali – coordinati tra Regione, Province e Comuni – che affrontino finalmente in modo organico la questione infrastrutturale dell’isola”.
Maxi blitz antimafia a Palermo
Palermo. La Uil Sicilia esprime soddisfazione per il maxi blitz antimafia condotto dalle forze dell’ordine a Palermo. Un’operazione importante che colpisce duramente gli interessi criminali e riafferma la presenza dello Stato. “È un segnale forte – dichiarano i segretari Luisella Lionti e Ignazio Baudo – ma non possiamo abbassare la guardia. Il malaffare, infatti, continua a insinuarsi nei tessuti sociali ed economici della nostra regione penalizzando chi lavora onestamente e, soprattutto, le nuove generazioni. La criminalità organizzata – continuano – sottrae opportunità ai giovani compromettendone il futuro. Combattere la mafia significa creare lavoro dignitoso, garantire sicurezza nei quartieri, rafforzare l’istruzione e la cultura della legalità. Solo così potremo interrompere definitivamente il legame tra povertà, marginalità e corruzione”. La Uil Sicilia ribadisce il proprio impegno al fianco di lavoratrici, lavoratori e giovani per costruire una Sicilia libera dal ricatto e dall’intimidazione mafiosa.
Contrasto al dumping contrattuale
Palermo. La Uil Sicilia esprime grande soddisfazione per il lavoro svolto nelle ultime settimane sul tema del contrasto al dumping contrattuale, una delle emergenze più gravi che colpiscono il mercato del lavoro. “Il fenomeno della proliferazione di contratti pirata, con condizioni economiche e normative inferiori ai contratti collettivi di riferimento, continua a generare concorrenza sleale tra le imprese, a minare la qualità dell’occupazione e ad impoverire lavoratrici e lavoratori soprattutto nei settori terziario, servizi, distribuzione e commercio”. Lo afferma lo stesso segretario regionale, Giuseppe Raimondi, che aggiunge: “Per questo motivo la Uil Sicilia ha contribuito in modo determinante alla stesura di un emendamento che, grazie alle leggi già in vigore, introduce un principio chiaro. Le agevolazioni, i benefici e gli incentivi pubblici devono essere riconosciuti esclusivamente alle imprese che garantiscono ai propri dipendenti trattamenti economici non inferiori a quelli previsti dai contratti collettivi maggiormente rappresentativi”. Per il sindacato, che ha trovato conferma anche nei dati forniti da Confcommercio, si tratta di un passo avanti fondamentale per difendere i diritti contrattuali e salariali delle lavoratrici e dei lavoratori, per premiare le imprese corrette che rispettano le regole, per contrastare la competizione fondata sul ribasso del costo del lavoro e promuovere un mercato del lavoro più equo. “La Uil Sicilia – conclude Raimondi – ribadisce che la crescita economica e lo sviluppo del territorio non possono essere costruiti sulla riduzione delle tutele ma sulla dignità del lavoro. Per questo le agevolazioni previste dal governo regionale devono essere indirizzate solo a quelle imprese che rispettano regole e contratti. Sosterremo, quindi, ogni iniziativa che va in questa direzione e, dopo il confronto in Commissione Bilancio e con le forze politiche alle quali abbiamo chiesto il sostegno, continueremo a vigilare affinché i diritti contrattuali vengano rispettati in ogni settore”.
Consiglio regionale Uil Sicilia a Palermo
”Il Consiglio confederale regionale di quest’anno arriva in un momento decisivo. La Sicilia è stanca di convivere con ritardi storici, cantieri infiniti, servizi insufficienti e un mercato del lavoro incapace di offrire prospettive. Ecco perché al governo regionale chiediamo scelte chiare, assunzione di responsabilità e investimenti reali. Serve una programmazione seria e politiche che mettano al centro i diritti dei cittadini e la dignità del lavoro”. Così la segretaria generale Luisella Lionti ha aperto i lavori del Consiglio.
Presente il segretario Organizzativo, Emanuele Ronzoni, per l’avvio della stagione congressuale anche in questa regione: “È il momento di dare risposte concrete sul sistema pensionistico, sul rilancio industriale, sulla sicurezza, ma soprattutto sul sistema fiscale, che deve diventare più equo e capace di garantire ai cittadini un reddito più elevato. Solo così – ha affermato Ronzoni – sarà possibile favorire la crescita, sostenere lo sviluppo e incentivare nuovi investimenti”.
La Lionti ha affrontato, una per una, le vertenze ancora aperte: “La Sicilia continua a pagare un ritardo inaccettabile. Strade impraticabili, ferrovie insufficienti, porti e aeroporti che non dialogano, e collegamenti inesistenti nelle aree interne. La carenza infrastrutturale è il primo vero ostacolo a sviluppo, lavoro e attrattività dell’Isola. Ogni giorno i siciliani pagano un prezzo altissimo per la mancata modernizzazione della rete ferroviaria, dei cantieri eterni e della lentezza nell’avvio delle opere strategiche”. Sul Ponte sullo Stretto la Lionti è netta: “La Uil Sicilia chiede atti concreti, trasparenza e un confronto sulle priorità del territorio. Non accettiamo che il dibattito sul Ponte diventi un alibi per ignorare le infrastrutture che invece servono subito e senza le quali la Sicilia rimarrà comunque isolata”.
E alle infrastrutture insufficienti si somma la crisi dei servizi essenziali: trasporti locali carenti, servizi amministrativi lenti, gestione dei rifiuti e della rete idrica ancora inadeguate. “Una regione che non garantisce servizi essenziali – sottolinea – non può competere né trattenere popolazione. È un tema di diritti, di dignità e di qualità della vita”. La Sicilia continua inoltre a perdere insediamenti produttivi con interi territori segnati da dismissioni, crisi aziendali e assenza totale di politiche industriali
. “Serve un vero piano di reindustrializzazione – ribadisce la Lionti – capace di attrarre investimenti, tutelare i lavoratori, rilanciare i poli strategici e bloccare la desertificazione industriale che minaccia la nostra economia”. La situazione è drammatica anche per la sanità con “liste d’attesa interminabili, pronto soccorso in sofferenza, carenza di personale e servizi territoriali incapaci di rispondere ai bisogni crescenti. La sanità siciliana è vicina al collasso. Chiediamo – afferma la Lionti – un piano straordinario di assunzioni, investimenti nelle strutture e una rete territoriale in grado di prendersi cura dei più fragili e degli anziani”.
Proprio gli anziani sono tra i più penalizzati. “La popolazione siciliana invecchia ma i servizi non crescono. Occorrono assistenza domiciliare, una rete socio-sanitaria adeguata e strutture all’altezza. La salute è un diritto, non un miraggio”, precisa la segretaria generale, che continua: “L’allarme più forte riguarda però i giovani. Ogni anno in migliaia lasciano l’Isola per studio o lavoro. È una fuga che la Sicilia non può più permettersi. Servono politiche attive credibili, incentivi per l’occupazione giovanile e opportunità reali per consentire ai nostri figli di restare e costruire qui il loro futuro”.
Con uno sguardo anche ai cambiamenti che stanno trasformando il mondo del lavoro, la Lionti precisa: “La rivoluzione digitale e l’avanzare dell’intelligenza artificiale rappresentano una sfida cruciale, soprattutto in una regione fragile come la nostra. L’IA può aprire nuove professioni, migliorare i servizi e aumentare la produttività, ma va governata. Senza regole e senza formazione adeguata rischiamo di ampliare le disuguaglianze lasciando migliaia di lavoratori indietro”.
E la Lionti conclude con un messaggio chiaro: “La Sicilia ha diritto allo sviluppo, al lavoro, ai servizi e alla modernità. Questo sindacato continuerà a battersi con forza su ogni vertenza con la stessa determinazione con cui ogni giorno difendiamo i diritti di lavoratrici e lavoratori. Con questo consiglio regionale riaffermiamo il ruolo della Uil che non si rassegna e che continuerà a lottare per lavoro, sviluppo, servizi e diritti per le tutte persone”.
