Indietro

Regione, Cgil Cisl e Uil: “Istituito per la prima volta in Sicilia il tavolo permanente per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro

Palermo. Istituito, per la prima volta in Sicilia, il tavolo permanente di concertazione per la salute e sicurezza negli ambienti di lavoro. Con forza lo avevano chiesto le principali organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil Sicilia per dare una risposta agli incidenti tragici e troppo frequenti nei luoghi di lavoro. Adesso è realtà e il presidente della Regione, Renato Schifani, ha firmato il decreto. L’obiettivo è promuovere un’azione sinergica e coordinata tra tutti gli attori coinvolti, inclusi l’Ispettorato del lavoro oltre ai rappresentanti delle associazioni datoriali, in un momento in cui la Sicilia è interessata da numerosi cantieri per opere da realizzare con i fondi del Pnrr, strutturali e altri programmi di finanziamento. Edilizia, agricoltura, manifatturiero, portistica e logistica sono i settori interessati e più colpiti dagli infortuni sul lavoro. “In questo modo saranno garantite migliori condizioni di sicurezza attraverso proposte, attività e azioni per la prevenzione e la percezione del rischio – affermano i segretari Alfio Mannino e Francesco Lucchesi (Cgil), Sebastiano Cappuccio e Rosanna Laplaca (Cisl), Luisella Lionti e Ignazio Baudo (Uil) -. Si tratta di un passo importante per creare le condizioni di un ambiente lavorativo più sicuro e salubre. L’impegno congiunto delle istituzioni e delle parti sociali è fondamentale per garantire il rispetto delle normative vigenti e per promuovere una cultura della prevenzione e percezione del rischio in ambito lavorativo. Il fenomeno delle morti bianche e degli incidenti sul lavoro – concludono i sindacalisti – è in forte aumento e servono azioni concrete e immediate. Con il tavolo parte, finalmente, il confronto a 360 gradi sulla sicurezza sui posti di lavoro, sulla formazione, sul controllo sulla filiera degli appalti, sull’incrocio delle banche dati e sulle regolarità contrattuali. Attendiamo, ora, la ratifica del protocollo sullo stress termico, auspicabilmente in tempi celeri”.

  Indietro

Preso incendiario di Capo Gallo, Lionti: “Speriamo in una pena esemplare”.

Palermo. “L’anno scorso ha causato uno dei roghi più violenti e distruttivi dell’isola mettendo in ginocchio la nostra città ma soprattutto distruggendo la vegetazione e le case di molte famiglie. Impossibile dimenticare, impossibile perdonare. Ecco perché plaudiamo al risultato dei carabinieri della Compagnia di San Lorenzo che, con le accuse di disastro ambientale colposo e incendio boschivo colposo, hanno notificato a un 26enne palermitano, l’ordinanza di custodia cautelare”. Lo afferma Luisella Lionti, segretaria della Uil Sicilia, che aggiunge: “Attendiamo che la magistratura chiuda il cerchio e, se sarà confermata l’accusa, speriamo in una pena esemplare. La nostra riserva è stata in parte distrutta, ci sono palermitani che l’anno scorso hanno rischiato la vita e che ancora oggi sono senza una casa. Contro il disegno criminale di chi decide di devastare la Sicilia, la risposta deve essere immediata. L’estate ormai è giunta. Speriamo, quindi, che il governo regionale si faccia trovare pronto per la salvaguardia, la tutela e la messa in sicurezza del territorio. Serve un serio contrasto al fenomeno degli incendi che ogni anno strappa via un pezzo di territorio e di bellezza alla nostra isola”.

  Indietro

Pnrr, istituita cabina di coordinamento

Cgil, Cisl, Uil accolgono positivamente la notizia dell’istituzione in Prefettura della cabina di coordinamento che si occuperà del monitoraggio degli interventi del Pnrr sul territorio palermitano. Alla cabina di coordinamento, di cui faranno parte il sindaco, un rappresentante della Regione siciliana, un rappresentante della Ragioneria generale dello Stato, i sindaci dei comuni titolari di interventi del Pnnrr e le amministrazioni centrali titolari di programmi di volta in volta interessati, saranno chiamati a partecipare anche Cgil, Cisl e Uil e le associazioni imprenditoriali.

I rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil esprimono la loro soddisfazione. “Ha fatto bene il prefetto di Palermo a istituire la cabina di regia sul Pnrr. Una notizia positiva, che arriva in coincidenza dell’anniversario della strage di Capaci. Finalmente si accoglie quella che è una delle richieste che Cgil Cisl e Uil avevano già da tempo sollecitato alla Prefettura ma anche al Comune di Palermo – dichiarano i segretari generali di Cgil Palermo Mario Ridulfo, di Cisl Palermo Trapani Leonardo La Piana e la segretaria generale Uil Sicilia e Area Vasta Luisella Lionti insieme a Ignazio Baudo della segreteria della Uil Sicilia – L’auspicio è che la cabina di coordinamento possa essere utile per cogliere l’occasione delle tante risorse messe a disposizione dall’Europa per il rilancio e lo sviluppo della nostra provincia. Con questo strumento sarà possibile avere un focus sullo stato dei progetti già avviati e sulle opere in corso anche per mettere a fuoco, insieme alle istituzioni coinvolte, eventuali nodi e criticità, che potrebbero sorgere o che sono sorte, legati a un grande progetto di sviluppo che non può diventare l’ennesima occasione persa. Parteciperemo con spirito costruttivo, per poter affrontare e risolvere i problemi, per una piena attuazione degli investimenti previsti per il nostro territorio”.

  Indietro

Strage di Casteldaccia, l’appello di Cgil, Cisl e Uil Sicilia: “Ripartiamo subito dai tavoli di confronto con governo Schifani”.

“Ripartire subito con i tavoli di confronto su salute e sicurezza, Pnrr e sulle assunzioni degli ispettori del lavoro che ancora oggi in Sicilia sono bloccate. E’ necessario che il governo regionale si attivi il prima possibile e per questo oggi abbiamo chiesto l’intervento al Prefetto di Palermo, Massimo Mariani”. Questo l’appello di Cgil, Cisl e Uil Sicilia, guidate da Alfio Mannino, Sebastiano Cappuccio e Luisella Lionti, che insieme alle categorie e ai lavoratori hanno partecipato allo sciopero e poi al vertice in Prefettura dopo la strage di Casteldaccia. Le organizzazioni sindacali hanno chiesto ancora una volta che “il governo regionale metta in campo ogni iniziativa utile per aumentare la pianta organica degli ispettori, indispensabili per garantire che i datori di lavoro attuino tutti gli adempimenti previsti dalla legge in materia di sicurezza. Devono essere sanzionate le aziende – continuano i sindacati – che non rispettano le leggi in materia di sicurezza ed è necessaria più formazione per tutti i lavoratori. La cultura della prevenzione è fondamentale e deve partire già dalle scuole”.

  Indietro

Primo Maggio

L’equità sociale, la pace e il lavoro al centro dello sviluppo dei territori. Saranno alcuni dei temi al centro del primo maggio di Cgil Cisl Uil che, a livello nazionale, si ritroveranno a Monfalcone per la tradizionale manifestazione in occasione della Festa dei Lavoratori. Temi centrali anche nel territorio palermitano.

“Il lavoro è la ninfa vitale di ogni realtà locale e lo è ancor di più nelle nostre città dove è ancora palpabile la disperazione degli ultracinquantenni che hanno perso il lavoro e dei giovani che preferiscono fuggire via per trovare la propria strada, perché qui trovano solo precarietà e incertezze” affermano i segretari generali di Cgil Cisl Uil Palermo, Mario Ridulfo, Leonardo La Piana e Luisella Lionti, lanciando il loro messaggio in vista della Festa dei lavoratori. “Serve una svolta forte e decisa, una programmazione seria e concreta dei fondi del Pnrr, dei fondi europei, di tutte quelle risorse che sono in attesa di essere spese. La politica deve agire ora e subito guardando alle tante, troppe emergenze vissute nelle nostre realtà”.

Il tasso di disoccupazione a Palermo, secondo i dati Istat, nel 2023 è stato del 17,5% ma sale al 30 per cento per quanto riguarda i giovani fino ai 34 anni di età. “Cosi non si fa altro che negare il futuro ai nostri giovani. Se non si danno risposte immediate a tante famiglie che vivono nel disagio sociale, attraverso servizi sociali e urbani adeguati, il territorio rischia di non giovare nemmeno di quei pochi sussulti di vivacità produttiva che si registrano in città, come ad esempio sul fronte del turismo. Servono politiche attive del lavoro, politiche sociali che mirino alla equità e giustizia sociale, strumenti di sostegno al reddito per i lavoratori delle aziende in crisi, e creare un legame più forte fra il mondo delle imprese e quello della formazione dei giovani, per puntare alle nuove professioni nella direzione dello sviluppo eco-sostenibile”.

“Il lavoro poi è vita e non può mai mettere a rischio i lavoratori, per questo bisogna rilanciare anche il tema della Sicurezza perché sono troppe le vittime di infortuni legati al mancato rispetto delle regole”. Da Monfalcone Cgil Cisl Uil lanceranno il messaggio rivolto all’Europa per “costruire insieme un’Europa di pace, lavoro e giustizia sociale”. Ma resta la grande priorità della sicurezza sul lavoro. “Il lavoro è realizzazione di sé, crescita e opportunità, non può essere mai fonte di rischio continuo. E’ una emergenza la sicurezza sul lavoro attorno alla quale bisogna unire le forse per potenziare i controlli la prevenzione e la formazione” concludono Ridulfo, La Piana e Lionti.

  Indietro

Manifestazione nazionale a Roma, Mannino e Lionti: “Sistema sanitario allo sfascio”

Palermo. Sbarcano a Roma i problemi della sanità siciliana assieme alle richieste di Cgil e Uil. Una folta delegazione delle due organizzazioni sindacali regionali sarà nella Capitale sabato 20 aprile per partecipare alla manifestazione organizzata dalle due sigle “per la salute e per un servizio sanitario nazionale forte, pubblico, universale e un sistema socio- sanitario a garanzia del diritto fondamentale di ogni persona e comunità”. Uno stand “Sicilia” allestito con immagini e materiali informativi racconterà dello sfascio della sistema sanitario pubblico nell’isola. Mettendo assieme le difficoltà di accesso alle prestazioni- tra liste d’attesa lunghissime, reparti e ospedali che chiudono – e i bassi redditi, sono stati 800 mila i siciliani che nel 2023 hanno rinunciato alle cure. Chi può va a rafforzare le fila della cosiddetta “emigrazione sanitaria” che costa alla regione 177 milioni di euro (saldo negativo- ultimi dati). La Sicilia è la penultima regione d’Italia per prevenzione e spesso le malattie vengono accertate quando sono già in stato avanzato; i Livelli essenziali delle prestazioni non vengono garantiti (Lea 2021). Le disuguaglianze nell’accesso ai servizi e alle cure rispetto alle altre regioni incidono sulle aspettative di vita in buona salute: la Sicilia è la penultima regione seguita dalla Calabria con un gap che supera i 5 anni di vita rispetto al trentino e gli 11 anni rispetto alla provincia autonoma di Bolzano. “Protestiamo, ancora una volta- dicono i segretari generali di Cgil e Uil Sicilia Alfio Mannino e Luisella Lionti – per chiedere assieme alle confederazioni nazionali investimenti sulla sanità pubblica. Servono risorse, riorganizzazione e un piano straordinario di assunzione di personale sanitario, con il superamento dunque dei tetti di spesa. Ma serve anche – aggiungono – un’azione politica del governo regionale diversa e incisiva, cosa che finora è mancata, con un impegno eccessivo su nomine e occupazione di posti di potere, mente nulla si sa del piano sanitario regionale”. In Sicilia mancano 18 mila figure professionali della sanità di cui 1.497 medici. La rete di emergenza e urgenza è in situazione critica. La Sicilia con 98 posti ogni 100 mila abitanti è ultima d’Italia per quanto riguarda le strutture residenziali e semiresidenziali. Una “situazione dunque disastrosa – affermano Mannino e Lionti – che ha pesanti ricadute su tutti nei termini di un diritto fondamentale negato e soprattutto sui soggetti più fragili della società. Cgil e Uil rivendicano il diritto a curarsi nel territorio in cui si vive- sottolineano- senza le lunghe attese che finiscono col pregiudicare la salute dei cittadini. Questo si traduce nella richiesta di investimenti e riorganizzazione, rivolta al governo nazionale e a quello regionale”. Ci sono da potenziare anche, per i sindacati, tra le altre cose, i servizi di salute mentale, l’assistenza domiciliane, la medicina del territorio. C’è insomma da rilanciare e adeguare la sanità pubblica con un forte investimento. Sono i contenuti della piattaforma di Cgil e Uil, che reputano “scandaloso che la Regione abbia investito la metà dei fondi dello Stato per l’abbattimento delle liste d’attesa per la metà nel settore privato”. “Solo un sistema pubblico accessibile a tutti- sostengono Cgil e Uil -può garantire il diritto universale alla salute e alle prestazioni sociali, creando benessere e occupazione”.  A Roma si protesta pure per la sicurezza sul lavoro, per la riforma fiscale e per la tutela dei salari. “Punti critici anche questi in Sicilia – dicono i segretari generali regionali delle due organizzazioni- che ricordano la richiesta ancora inevasa di avere nell’isola un numero adeguato di ispettori sul lavoro per giungere all’obiettivo di zero morti”. Quanto alla riforma fiscale “dal recupero dell’evasione – dicono Mannino e Lionti – occorre reperire le risorse per sanità, istruzione, non autosufficienza diritti sociali, e smetterla di fare pagare solo lavoratori e pensionati”. Per i salari i sindacati chiedono “il superamento della precarietà, il rinnovo dei contratti e la loro puntuale applicazione nei posti di lavoro”.

  Indietro

Voto di scambio a Tremestieri

“Siamo fortemente delusi da questa politica che dimostra di non occuparsi dei reali bisogni dei lavoratori, dei cittadini, dei giovani e degli anziani. Adesso si avvicinano le elezioni, ci saranno nuovi programmi e nuove promesse. Promesse sino ad oggi non mantenute. I siciliani hanno bisogno invece di risposte concrete”. Lo afferma Luisella Lionti, segretaria della Uil Sicilia, commentando l’inchiesta di Tremestieri che ha coinvolto imprenditori e politici. E aggiunge. “Lo abbiamo sempre detto che servono programmi con una scadenza da concordare e rispettare nel segno della trasparenza e della legalità ma che soprattutto ci siano controlli e un confronto continuo con le organizzazioni sindacali”.

  Indietro

Formazione, Raimondi: “Lavoratori ancora senza stipendio, dai dipartimenti della Regione dati contabili ancora non allineati”.  

Palermo. “Dopo quattro mesi dall’approvazione del bilancio regionale, i dipartimenti dei vari assessorati non possono ancora emettere gran parte dei titoli di spesa. Il settore più colpito, in questo caso, è quello della Formazione professionale che conta circa tremila lavoratori. In particolare a non percepire lo stipendio da gennaio sono i lavoratori già impegnati nei corsi destinati agli adulti. Quelli per i minori sono attualmente coperti, visto che hanno ricevuto un anticipo del 70% del finanziamento assegnato”. L’allarme lo lancia Giuseppe Raimondi della segreteria della Uil Sicilia, che aggiunge: “Lo diciamo da tempo, serve maggiore attenzione dalla parte degli uffici della regione. E’ necessario fornire dati allineati il prima possibile. Già da troppo tempo le famiglie aspettano i soldi, chi di competenza deve intervenire subito e trovare soluzioni risolutive. Non è pensabile che, dall’approvazione del bilancio, ancora si lavori per collegare le annualità precedenti al nuovo esercizio finanziario”.     

  Indietro

Incidente sul lavoro nel Palermitano

“Mentre oggi protestavamo per chiedere più sicurezza nei luoghi di lavoro, un altro operaio è morto durante la ristrutturazione di un immobile a Campofelice di Roccella, nel Palermitano. E’ inaccettabile. Nell’attesa di capire l’esatta dinamica dell’incidente e le possibili cause, esprimiamo la nostra più totale vicinanza alla famiglia della vittima e diciamo anche che siamo stanchi di ascoltare parole di cordoglio. Il lavoro e la sicurezza devono essere al centro dell’attenzione politica”. Lo afferma Luisella Lionti, segretaria della Uil Sicilia e Palermo, che proprio oggi insieme alla Cgil Sicilia ha appoggiato lo sciopero di due ore proclamato da metalmeccanici ed edili, dopo la strage di Firenze, per dire “Basta morti sul lavoro”. E la Lionti aggiunge: “La situazione deve cambiare, ormai ci siamo quasi assuefatti anche a questo genere notizie. In Sicilia più che altrove occorre creare le condizioni affinché non sussista la possibilità del ricatto della perdita del lavoro. Non abbiamo mai smesso di denunciare questa situazione i cui effetti in termini di arretramento sui diritti dei lavoratori erano prevedibili ed ora è arrivato il momento di dire basta”.

  Indietro

Ias di Priolo, nominato il commissario

Siamo contenti che il presidente della Regione Renato Schifani sia passato ai fatti, nominando il commissario per il depuratore consortile Ias di Priolo. Adesso, ci aspettiamo che scatti la seconda fase a partire dall’ascolto dei soggetti interessati. Noi, considerato il rilievo dell’impianto sul destino occupazionale e sociale non solo del territorio ma anche dell’Isola, siamo pronti sin d’ora al confronto”. Lo affermano i segretari generali di Uil e Uiltec Sicilia, Luisella Lionti e Andrea Bottaro, salutando l’incarico all’ingegnere Giovanna Picone quale commissario per l’attuazione degli interventi per l’adeguamento del depuratore Ias. Gli esponenti sindacali aggiungono: “Diventa prioritario individuare quali investimenti vanno realizzati e come, per rispondere innanzitutto alle prescrizioni della magistratura in funzione delle esigenze di marcia dell’impianto e di abbattimento dell’impatto ambientale. Tutto questo, però, non basta. Nessuno dimentichi che questa struttura è vecchia di quarant’anni, quindi richiede opere a carico del socio pubblico e di quelli privati. Per procedere, però, il Governo deve intervenire sulla governance risolvendo il paradosso di un’azienda per la quale la Regione non spende un euro. Anzi, dall’Ias riceve un canone annuo di 500 mila euro”.