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Stati generali dell’Istruzione in Sicilia

Palermo. “Riconosciamo l’impegno del ministro Giuseppe Valditara e dell’assessore Mimmo Turano nel garantire la ricostruzione della scuola Alcide De Gasperi di Marsala, devastata dalla tromba d’aria, e nel valorizzare il coraggio e il senso di responsabilità di docenti e personale scolastico che hanno tutelato gli studenti”, dichiarano Emanuele Ronzoni, commissario della Uil Sicilia, e Claudio Parasporo, segretario generale della Uil Scuola Sicilia. “Tuttavia – aggiungono – gli investimenti sull’edilizia scolastica, pur importanti, non bastano. La Sicilia ha bisogno di un piano straordinario, continuativo e programmato per messa in sicurezza, riqualificazione e ammodernamento di tutte le scuole con particolare attenzione alle aree più fragili e ai territori colpiti dalle emergenze climatiche”.
“L’impegno di Turano c’è stato ma occorre puntare con maggiore determinazione sulle infrastrutture e, allo stesso tempo, superare definitivamente la precarietà che ancora pesa sulla scuola. L’organico del sostegno non è stabilizzato e i tagli al personale Ata hanno determinato un pericoloso restringimento del punto scuola, con ricadute concrete su pulizia, accoglienza, sicurezza e servizi agli studenti. Una scuola moderna – concludono Ronzoni e Parasporo – non si costruisce solo con i cantieri. Serve personale stabile, adeguatamente formato e in numero sufficiente. Chiediamo, quindi, risorse certe per la ricostruzione di Marsala, investimenti strutturali sull’intero patrimonio scolastico siciliano e un piano di stabilizzazione che garantisca diritti, qualità dell’insegnamento e futuro alle nuove generazioni”.

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Manovra correttiva all’Ars

Palermo. “Chiediamo alla politica di mettere finalmente il lavoro al centro dell’agenda con scelte concrete su salari, sicurezza, precarietà, applicazione dei contratti e pensioni. Non possiamo più tollerare che lavoratori e lavoratrici fatichino ad arrivare a fine mese e che le famiglie debbano rinunciare a consumi, progetti e dignità. Se non restituiamo capacità di spesa alle famiglie, diminuisce la fiscalità, non ripartono i consumi e non c’è sviluppo”. Lo dichiara il commissario straordinario della Uil Sicilia, Emanuele Ronzoni, in una fase in cui l’allarme sociale reso evidente dai dati della Caritas rende ancora più urgente un cambio di priorità nelle politiche regionali e nazionali. Proprio in questo contesto, la decisione dell’Ars di salvare le cosiddette “mancette” appare quanto mai fuorviante. La maggioranza ha respinto la pregiudiziale presentata dalle opposizioni che avrebbe potuto bloccare il fondo di investimenti territoriali da 50 milioni di euro destinato a progetti proposti dai deputati per i territori a loro più vicini. Sono risorse rilevanti ma allocate con criteri di discrezionalità parlamentare.

“Mentre famiglie e lavoratori chiedono risposte su buste paga, lavoro stabile, servizi e futuro, non si possono destinare decine di milioni a un meccanismo che appare più vicino alla logica delle mance politiche che a una vera programmazione delle risorse pubbliche – aggiunge Ronzoni -. La Regione dovrebbe investire quei soldi in politiche del lavoro, trasporti, scuola, sanità e inclusione. Le priorità non possono essere decise in aula con assegni da distribuire ma individuate attraverso piani trasparenti, bisogni reali dei territori e regole certe. Serve coraggio per costruire un’agenda del lavoro seria con investimenti stabili, contratti applicati, salario dignitoso e tutele effettive”.

 Il Report della Caritas fotografa, infatti, una Sicilia in cui il lavoro non basta più a garantire una vita dignitosa. Nei 182 centri d’ascolto delle 17 diocesi siciliane sono state accolte 12.351 persone, pari al 4,4% del totale nazionale. “Il problema salariale è diventato una questione sociale ed economica di primaria importanza – afferma il commissario -. Se non restituiamo capacità di spesa alle famiglie, diminuisce la fiscalità, non ripartono i consumi e non c’è sviluppo. Salari adeguati non sono un costo, ma la condizione perché l’economia siciliana riparta davvero”. Il Report Caritas conferma la fragilità occupazionale come uno dei principali fattori di povertà. In Sicilia, infatti, il 52,1% delle persone incontrate è disoccupato o in cerca di una nuova occupazione mentre quasi un giovane su quattro, tra i 15 e i 29 anni, è fuori da studio e lavoro. Ma la battaglia non riguarda soltanto il salario. “Continuano a essere troppo numerosi gli infortuni sui luoghi di lavoro, troppo frequenti le violazioni dei contratti collettivi. Serve una lotta concreta al dumping contrattuale che comprime i diritti, abbassa i salari e mette a rischio la sicurezza delle persone. Senza dimenticare la necessità di una riforma del sistema pensionistico che superi le rigidità e i continui inasprimenti introdotti dalle ultime normative”, sottolinea Ronzoni. La Uil Sicilia chiede controlli più incisivi, sanzioni efficaci e piena applicazione dei contratti nazionali e territoriali perché sicurezza sul lavoro e correttezza retributiva sono due facce della stessa battaglia: quella per la dignità di chi lavora.
“Rivolgiamo un appello chiaro alle istituzioni, al Governo e a tutte le forze politiche. Non bastano gli annunci. Servono decisioni concrete. Una Sicilia che vuole crescere non può lasciare indietro i suoi lavoratori e le sue famiglie”, conclude Ronzoni.

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Manovra correttiva all’Ars

“La manovra correttiva da circa 600 milioni di euro che oggi arriva in aula non può più attendere. Contiene risorse che sono fondamentali per le famiglie, per gli agricoltori e per tanti servizi del nostro territorio. La politica smetta quindi di perdere tempo e faccia rapidamente il suo dovere”. Lo afferma Emanuele Ronzoni, commissario della Uil Sicilia, in vista della votazione all’Ars, che aggiunge: “Parliamo di soldi concreti che devono arrivare il prima possibile a chi ne ha bisogno come alle famiglie, che fanno i conti con il costo della vita, ai lavoratori, alle imprese, agli agricoltori e anche al personale della Regione che da anni attende di recuperare il costo dell’inflazione. Non possiamo permetterci nuovi blocchi, nuove discussioni infinite o rinvii che finirebbero per penalizzare chi già oggi vive situazioni di difficoltà”. La Uil Sicilia chiede quindi alle forze politiche di velocizzare l’iter di approvazione evitando ogni rallentamento ulteriore. “Se ci sono norme che non servono a rispondere ai bisogni reali delle persone, ma soltanto a scopi elettorali o di visibilità, vadano stralciate. L’aula deve concentrarsi sull’essenziale, la Sicilia ha bisogno che questi fondi diventino operativi al più presto. Ogni giorno di ritardo è un giorno in cui famiglie, agricoltori, lavoratori e imprese restano senza le risposte che attendono”

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Cambio al vertice della Uil Sicilia, arriva il commissario straordinario

Il segretariato organizzativo nazionale della Uil, Emanuele Ronzoni, assume da oggi la guida della Uil Sicilia. La decisione di procedere con l’amministrazione straordinaria per la riorganizzazione della struttura confederale dell’isola fa seguito alle dimissioni della segretaria generale, Luisella Lionti, determinatesi per ragioni personali.

L’azione della Uil in Sicilia guidata da Ronzoni si concentrerà subito sulle storiche vertenze regionali e sulle campagne nazionali: dalla tutela della salute e della sicurezza in tutti i luoghi di lavoro, al contrasto del precariato giovanile e del lavoro nero e alla pressione fiscale che pesa sulle pensioni dei siciliani.

“A breve riuniremo il gruppo dirigente per accelerare il confronto sui nodi cruciali che frenano lo sviluppo e la crescita della Sicilia, a partire dal collasso della sanità pubblica, dalla drammatica emergenza idrica, energetica e dalla piaga del lavoro povero – dichiara il commissario -. Le politiche industriali, lo sblocco dei cantieri per le grandi opere infrastrutturali, gli investimenti in sicurezza e formazione e la transizione energetica sono sfide non più rimandabili. Dobbiamo convertire il nostro tessuto produttivo investendo in innovazione, valorizzando il turismo oltre la stagionalità, contrastando la desertificazione del commercio e portando avanti una lotta senza quartiere per la legalità”.

La Uil Sicilia chiede risposte immediate e concrete per Marsala e Petrosino, devastati dal tornado. Senza dimenticare gli abitanti di Niscemi colpiti dalla frana. “Servono fondi urgenti, ricostruzione rapida di case, scuole e attività produttive, tutela del reddito e degli occupati – aggiunge Ronzoni -. L’emergenza climatica colpisce territori, famiglie, imprese e lavoro. La Sicilia deve essere messa in condizione di affrontarla con prevenzione, opere pubbliche e piani di ricostruzione certi”.

Il commissario guarda, inoltre, con preoccupazione all’inchiesta per corruzione che ha messo in crisi la giunta della Sicilia. “Ogni euro pubblico sottratto a sanità, scuole, opere e servizi è un danno diretto ai cittadini e ai lavoratori – conclude Ronzoni -. La legalità non è una scelta ideologica ma la condizione perché la questa regione possa crescere. Chiediamo che le indagini proseguano con piena autonomia e che eventuali risorse recuperate siano reinvestite nei territori e nelle politiche per le persone”.

La Sicilia sconta storici ritardi strutturali e presenta un tessuto sociale fragile segnato da livelli di povertà ed esclusione sociale tra i più alti d’Italia. “Per questo – conclude il commissario – le politiche di inclusione e i servizi socio-sanitari saranno sotto la lente d’ingrandimento della Uil, non lasceremo indietro nessuno”.

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Autostrade siciliane

“L’ultimatum del ministero delle Infrastrutture sulla sicurezza delle autostrade siciliane è di una gravità senza precedenti. Se entro il 3 ottobre non saranno realizzati gli interventi urgenti richiesti, il rischio è la totale interdizione al traffico sulla Palermo-Messina, sulla Messina-Catania e sulla Siracusa-Gela. La Sicilia non può permettersi la chiusura delle proprie principali arterie perché ciò significherebbe isolare intere comunità e colpire turismo, imprese e trasporto merci. Ma non può neppure accettare che si continui a viaggiare in condizioni di insicurezza, come tra l’altro questo sindacato denuncia da troppo tempo. La sicurezza non è una voce di bilancio da rinviare, è un diritto e una priorità assoluta”. Lo affermano Luisella Lionti, segretaria generale della Uil Sicilia, e Katia Di Cristina, segretaria generale della Uiltrasporti Sicilia, che aggiungono: “Servono atti immediatamente verificabili, un cronoprogramma dettagliato e tempi certi per l’avvio dei cantieri. Non bastano gli annunci. Regione e Cas adesso devono chiarire quali interventi saranno realizzati e con quali modalità. Servono subito 32,5 milioni di euro per intervenire su gallerie, viadotti e barriere di sicurezza obsolete. Non siamo più di fronte a una semplice emergenza manutentiva ma al risultato di anni di ritardi e dell’assenza di una strategia. La sicurezza di lavoratori, pendolari, autotrasportatori e cittadini non può essere affrontata soltanto quando il rischio è ormai concreto”.

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Incendi in Sicilia

La segretaria generale della Uil Sicilia, Luisella Lionti, esprime profondo cordoglio per la morte di Salvatore Giglia, il giovane di 26 anni di Ciminna rimasto gravemente ustionato mentre cercava di difendere la propria casa e la propria campagna dalle fiamme. “La scomparsa di Salvatore ci colpisce come comunità e come mondo del lavoro – dichiara Lionti –. In queste ore di dolore, la Uil è accanto alla sua famiglia e a tutti i cittadini di Ciminna che vedono bruciare non solo la terra ma anche il futuro dei propri figli”. La morte di Salvatore arriva dopo giorni di roghi in tutta l’isola e che oggi hanno colpito anche Taormina dove il sindaco Cateno De Luca ha parlato di “situazione veramente tragica”. “Non possiamo più raccontare questa stagione come una normale emergenza estiva – prosegue la segretaria generale della Uil Sicilia –. Dietro ogni incendio c’è un pezzo di Sicilia lasciato solo, senza prevenzione, senza controlli, senza una risposta coerente delle istituzioni. I vigili del fuoco, la Protezione civile e la Forestale fanno ogni giorno un lavoro straordinario ma non possono sopperire a scelte politiche assenti o tardive”. Per questo la Uil Sicilia chiede di passare dalle parole ai fatti con controlli più rigorosi e costanti sul territorio, giustizia rapida ed esemplare contro i piromani e sostegno concreto alle comunità colpite. “Ogni volta che brucia un bosco, brucia anche una parte del nostro futuro – conclude Lionti –. La Uil non si rassegnerà a considerare gli incendi come un destino inevitabile. Chiederemo conto a chi ha il dovere di proteggere la nostra terra e la nostra gente”.

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Emergenza incendi in Sicilia

“Anche questa estate la Sicilia ha bruciato senza tregua. Tra luglio e agosto, con un cambiamento climatico in corso che ha reso le ondate di calore sempre più frequenti e intense, sono state ridotte in cenere case, campagne e boschi da roghi quasi sempre dolosi e da una prevenzione ancora lacunosa. Il bilancio di fine stagione è un bollettino di guerra con famiglie sfollate, attività distrutte, mezzi di soccorso insufficienti e, soprattutto, danni incalcolabili all’ambiente. E oggi ascoltiamo le stesse parole, si contano gli stessi danni e si chiedono soldi per ricostruire ciò che poteva essere protetto. Chi governa ha il dovere di proteggere i cittadini, non di assistere impassibile al rogo del futuro”.

Così la segretaria della Uil Sicilia, Luisella Lionti, ed Enzo Savarino, segretario della Uila Sicilia, vicini alle comunità colpite dai roghi che, ringraziando lavoratrici e lavoratori dei vigili del fuoco, della Protezione civile e della Forestale per l’attività svolta, aggiungono: “Brucia il verde e non ci sono controlli. Questa non è emergenza, è negligenza. Ogni incendio doloso è un attentato alla vita, al lavoro e al futuro della Sicilia. Ma lo è altrettanto l’inefficienza strutturale di chi, ogni anno, ignora gli allarmi e le nostre richieste di un piano straordinario di prevenzione incendi fondato non soltanto su controlli più rigorosi e sanzioni severissime contro i piromani e i loro complici, ma anche su investimenti nella competenza e nella passione dei professionisti della tutela ambientale, come i forestali, che restano assieme a noi ancora in attesa della riforma regionale di settore. Per questo piano di riorganizzazione, che possa finalmente rispondere al diritto dei siciliani a un‘effettiva difesa dell’ambiente e del territorio, noi di Uil e Uila insieme con le altre organizzazioni sindacali unitarie ci siamo persino incatenati dinanzi a Palazzo d’Orleans protestando contro i ritardi nella presentazione di un disegno di legge ancora chiuso in qualche cassetto governativo. È tempo di risposte concrete anche nell’ambito di un tavolo permanente tra istituzioni, sindacati, corpi professionali e associazioni per definire un piano di tutela del territorio. La Sicilia non può e non deve essere abbandonata al proprio destino”.

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Aumento Tari, no di Cgil, Cisl e Uil Palermo

Cgil, Cisl Uil esprimono netta contrarietà all’aumento della Tari e rivolgono un appello al consiglio comunale, chiamato ad approvare le nuove tariffe, per impedire l’ennesimo rincaro ingiustificato, che graverebbe su famiglie, lavoratori e sui pensionati. “Il Comune trovi le risorse necessarie per scongiurare un aumento della tassa sui rifiuti del tutto immotivato, alla luce di un servizio che non brilla certo per qualità dei risultati – dichiarano i segretari Cgil Palermo Mario Ridulfo, Cisl Palermo Trapani Federica Badami e Uil Palermo Ignazio Baudo – L’amministrazione comunale metta lo stesso impegno che sta manifestando sulla questione dello stadio, per invertire la rotta. Lanciamo un forte appello perché si trovino soluzioni per impedire un rialzo impossibile da sopportare per le famiglie palermitane, che tutti a parole dicono di volere tutelare. I costi della Tari sono lievitati negli ultimi anni in maniera esponenziale. Come certifica la ragioneria generale, c’è stato un balzo dai 110 milioni di euro di cinque anni fa ai 140 milioni attuali. Trenta milioni in più di aumento, al quale non è corrisposto un deciso miglioramento del servizio, come è evidente agli occhi di tutti. Questo dovrebbe fare riflettere sindaco, assessori e Rap sul fatto che ancora non è stata intrapresa la strada giusta”.

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Emergenza caldo in Sicilia

L’ondata di caldo che sta colpendo il nostro territorio impone senso di responsabilità e interventi immediati. La segretaria della Uil Sicilia, Luisella Lionti, e Paolo Campisi, coordinatore Uil per la provincia di Enna lanciano quindi un appello alle istituzioni, alle aziende e a tutta la comunità affinché nessuno venga lasciato solo di fronte a un’emergenza che mette seriamente a rischio la salute delle persone. Particolare attenzione è rivolta agli anziani e ai soggetti più fragili ma è indispensabile garantire la massima tutela anche ai lavoratori che operano all’aperto, in particolare nei servizi primari o essenziali, cantieri edili e nei campi, dove il caldo può trasformarsi in un grave rischio per la salute e la sicurezza. “Chiediamo il rispetto delle ordinanze emanate per fronteggiare l’emergenza, la rimodulazione degli orari di lavoro nelle ore più fresche della giornata, pause adeguate, disponibilità di acqua e aree d’ombra e, soprattutto, il pieno rispetto delle norme sulla sicurezza. Nessuna esigenza produttiva può prevalere sul diritto alla salute, affermano Lionti e Campisi -. E invitiamo tutti a prestare attenzione agli anziani che vivono soli, offrendo aiuto e verificando che non si trovino in condizioni di difficoltà. La solidarietà è uno strumento fondamentale per proteggere la comunità”. I segretari, infine, hanno riconosciuto l’impegno, sino ad oggi, svolto dalle categorie sindacali nel monitoraggio dello stato di salute e delle condizioni dei lavoratori. “Un‘attività che – ricordano – deve essere sempre attenta e costante. La vita umana viene prima di qualsiasi interesse economico”.

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Disabili psichici, passo in avanti verso l’inclusione lavorativa

L’inserimento dei lavoratori con disabilità psichica è un obiettivo sempre più concreto in Sicilia. “Il dipartimento regionale del Lavoro ha risposto infatti in modo “esaustivo” e puntuale al governo nazionale in merito alla proposta normativa già presentata. Norma che punta a ridare dignità e diritto al lavoro a queste persone”. Lo affermano la segretaria generale Luisella Lionti e Giuseppe Raimondi della Uil Sicilia, che spiegano: “I chiarimenti riguardavano in particolare la riserva di almeno il 15% delle assunzioni dei disabili psichici nella quota obbligatoria così come già prevista dalla legge 68/1999, l’obbligo di ricorrere alle convenzioni della stessa legge e la possibilità di prevedere una figura professionale per seguire l’intero processo di inclusione accompagnando la persona con disabilità fino a un inserimento stabile e funzionale nel posto di lavoro”. La norma, promossa dalle associazioni che si occupano di disabilità, è nata su iniziativa di diversi deputati. “Per la Uil Sicilia – precisano Lionti e Raimondi – è un passo concreto verso una reale inclusione nel mondo del lavoro delle persone con disabilità psichica. Nell’Isola sono circa 14mila con disabilità gravissime e si registra un tasso di occupazione fermo intorno al 50%, ben sotto la media nazionale. Ribadiamo la nostra disponibilità a collaborare con il dirigente Ettore Foti per tutti gli adempimenti necessari all’applicazione della legge e per garantire un’inclusione reale”.