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Termini Imerese, l’allarme di Cgil, Cisl e Uil

“Il distretto socio sanitario di Termini Imerese, composto da 10 comuni, sta risentendo di una crisi che non arretra. L’economia non riparte dalla chiusura della Fiat, che ha generato a cascata un’emergenza occupazionale in tutta l’area, fino alle Madonie, e un’altissima disoccupazione giovanile”.

     Al centro dell’assemblea unitaria che si è svolta alla Camera del Lavoro di Termini Imerese, in vista della mobilitazione nazionale di sabato 20 maggio a Napoli, i segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil e i segretari dei pensionati di Spi Cgil, Fnp Cisl e UilP, hanno analizzato la complessa situazione di tutto il Distretto, caratterizzata da  stagnazione, decrescita della popolazione, alta disoccupazione e inoccupazione dei giovani, alto livello di percettori di reddito di cittadinanza, saldo migratorio negativo, con una  spesa sociale comunale bassa e in forte contrazione. Una realtà sempre più difficile anche per gli anziani e i pensionati, sia per l’accesso ai servizi sanitaria che per il costo troppo alto della vita. Il 32 per cento della popolazione del comprensorio ha più di 65 anni e di questi il 10 per cento ha più di 80 anni.  Il reddito medio nei 10 comuni del distretto è di 13 mila 504 euro, ma in media il 50 per cento dei contribuenti dichiara fino a 10 mila euro l’anno.  “Il reddito da pensione è intorno ai mille euro per gli uomini, 600 euro per le donne e 460 euro e rotti per i percettori di assegno sociale, che rappresentano in media l’ 8,8 per cento dei pensionati del distretto, con punte del 10,9 per cento a Termini Imerese e a Caccamo e del 14,7 per cento a Trabia –  aggiungono i segretari di Cgil, Cisl e Uil e di Spi Cgil, Fnpi Cisl e UilP – Le famiglie tra bollette salate e inflazione galoppante, che ha fatto schizzare la spesa media per i beni di prima necessità, non ce la fanno più. Gli affitti alle stelle nel 2023 stanno mettendo a dura prova non solo i nuclei già in difficoltà ma anche tanti di coloro che godevano di una relativa stabilità nel passato recente”. Rimane forte la preoccupazione per il mondo del lavoro, in una realtà dove il tasso di occupazione è del 30 per cento, il tasso di disoccupazione è del 20 per cento, l’inattività del 38,8 per cento.  L’altra priorità, al centro dell’attenzione dei sindacati, è la condizione degli anziani a rischio o non autosufficienti, dei portatori di handicap, con 3.041 disabili gravi su una popolazione di 65 mila residenti, e il bisogno di cure espresso dalle categorie più fragili dei tossicodipendenti e dei pazienti di salute mentale. “Come organizzazione sindacali chiediamo politiche di welfare, per supportare le persone dall’infanzia alla terza età – aggiungono gli esponenti sindacali – Siamo impegnati da tempo nel monitoraggio dei bisogni socio assistenziali del distretto 37, per definire gli ambiti di intervento su cui indirizzare fondi e progetti finalizzati all’erogazione di servizi socio sanitari integrati.  Riteniamo che vadano previste azioni mirate nei confronti della popolazione migrante in crescita nel comprensorio, per gli anziani non autosufficienti, rafforzando la misura Sada, per i portatori di handicap, aumentando le risorse,  per il disagio di adulti e minori, per il trasporto sociale, per l’invecchiamento attivo e contro la dispersione scolastica”.

   Questa di Termini Imerese è la prima tappa. Nel programma dei sindacati, c’è l’organizzazione di assemblee distrettuali nei singoli comuni del comprensorio “per portare i bisogni delle persone ai tavoli di trattativa e al tavolo di concertazione che Cgil, Cisl e Uil insieme alle categorie dei pensionati, hanno istituito al comune di Termini Imerese”.