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Almaviva, Tumminia: “Cassa integrazione per altri 4 mesi. Da Governo impegno a regolamentare il settore”.

Palermo. “Niente licenziamenti, così come aveva minacciato Almaviva, e cassa integrazione al 35% almeno sino a marzo del 2020. Ma nell’accordo, appena siglato a Roma, è stato chiesto anche un intervento alla normativa che regola le gare al massimo ribasso, più trasparenza sui volumi di traffico delocalizzato all’estero e soprattutto la riqualificazione del personale”. Così Giuseppe Tumminia, alla guida la UilCom Sicilia, a seguito dell’incontro fra azienda dei call-center, sindacati e i ministri Nunzia Catalfo e Giuseppe Provenzano (nella foto): “Tim e Wind hanno garantito una programmazione di incremento dei i volumi di traffico sino a dicembre per quanto riguarda il sito di Palermo ed è già un buon inizio. Il prossimo 14 ottobre è, invece, confermato un altro incontro al ministero. L’auspicio – continua Tumminia – è che si possa regolamentare un settore che nell’Isola conta più di ventimila persone. La UilCom ha chiesto, ancora una volta, un percorso trasparente tra committenti e outsourcer”.

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Blutec, Comella: “Vogliamo risposte immediate o continueremo con azioni di protesta.

“Subito un incontro al Mise e contestualmente al ministero del Lavoro. I lavoratori sono senza cassa integrazione dallo scorso giugno e quelli dell’indotto vivono senza nemmeno la garanzia degli ammortizzatori sociali. Vogliamo risposte immediate sul futuro di Blutec a Termini Imerese o continueremo con la protesta”. Così Enzo Comella della Uilm Palermo, dopo l’assemblea dei lavoratori che si è svolta davanti i cancelli dello stabilimento di Termini Imerese: “Governo regionale e nazionale devono garantire la cigs ma soprattutto nuovi progetti di rilancio del sito”.

Nella foto gli operai che stamattina per protesta hanno occupato la stazione di Fiumetorto

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Sanità privata, Fp Cgil Cisl Fp e Uil Fpl Sicilia: “Il 20 settembre in piazza per il rinnovo del contratto“.

“Dodici anni di attesa per il rinnovo del CCNL della sanità privata sono troppi. I lavoratori dicono basta. Vogliono, anzi pretendono, il contratto subito”. È lo spirito che animerà lo sciopero generale, proclamato dalle Segreterie nazionali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl contro la situazione di stallo nella trattativa con le associazioni datoriali Aiop e Aris. Ad essere coinvolto è il personale non medico dipendente del settore della sanità privata. “È arrivato il momento – affermano Gaetano Agliozzo per la Fp Cgil, Paolo Montera per la Cisl Fp ed Enzo Tango per la Uil Fpl – di riconoscere a questi lavoratori e lavoratrici ciò che meritano: il diritto al rinnovo del contratto, ormai indispensabile e non più procrastinabile. Un obiettivo per consentire l’aumento dei salari, maggiori risorse per la sicurezza nei luoghi di lavoro in modo da prevenire e contrastare il fenomeno delle aggressioni al personale, la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, il diritto alla formazione continua e alla qualificazione professionale, ma anche per migliorare la qualità dei servizi ai cittadini”. A Palermo, in occasione dello sciopero nazionale del 20 settembre, per il quale i sindacati siciliani hanno chiesto una forte mobilitazione, Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl organizzeranno un presidio davanti alla sede della Prefettura a partire dalle ore 10. All’attivo unitario delle tre sigle, che si è riunito ieri a Palermo per fare il punto della situazione in vista della protesta, le tre sigle sindacali hanno manifestato apprezzamento per il rapido interessamento del neo ministro Roberto Speranza, che ha annunciato la convocazione delle parti per oggi, 17 settembre, e approvato un documento comune che riassume la situazione attuale e le rivendicazioni. “La sanità privata siciliana – scrivono – merita grande attenzione da parte di tutti gli stakeholders: istituzioni coinvolte, parti datoriali, lavoratori, organismi di rappresentanza e cittadini, poiché essa riveste un ruolo fondamentale nell’erogazione dei servizi sanitari alla cittadinanza, a garanzia del diritto alla salute costituzionalmente protetto. Per troppi anni, le parole chiave, che hanno guidato tutti i processi riorganizzativi di settore, sono state essenzialmente ‘risparmio a tutti i costi’. Ciò ha determinato in Sicilia un surplus di problemi e difficoltà rispetto alle tante criticità già presenti sul livello nazionale”. “Spiccano in particolare gli eccessivi ritardi registrati dai rinnovi contrattuali e la proliferazione dei contratti applicati, sottoscritti, talvolta, da sindacati scarsamente rappresentativi, compiacenti, molto più vicini alla parte datoriale piuttosto che ai lavoratori. Sul fronte regionale – aggiungono – la sanità privata, nei 12 anni del piano di rientro, è stata interessata da una serie di eventi che hanno inciso negativamente sul servizio e sul lavoro espletato. Tra di essi vale la pena ricordare: la rimodulazione della rete ospedaliera ed ambulatoriale, la rivisitazione dei processi organizzativi e gestionali, l’abbassamento dei costi e delle tutele contrattuali, la riduzione di personale; la precarizzazione dei rapporti di lavoro, l’introduzione di forme lavorative libero-professionali, la crescita del dumping contrattuale, la lievitazione di sindacati gialli, la costruzione di contratti tagliati essenzialmente sulle specifiche esigenze della compagine datoriale, la proposizione di accordi decentrati al ribasso, il tentativo di introdurre forme di rapporto anomale ed improprie, quali il lavoro a chiamata, i ritardi nei pagamenti”. “A pagare il prezzo più alto – concludono i tre sindacati Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl – sono principalmente i lavoratori, penalizzati su svariati fronti. La sanità privata, per rivendicare un ruolo di complementarità con la sanità pubblica, dovrà assicurare trattamenti economici allineati con i contratti pubblici. E per questo serve intervenire immediatamente”. Le conclusioni dell’incontro sono state affidate a Barbara Francavilla, segretaria nazionale di Fp Cgil.

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Incidenti sul lavoro, Barone: “Gli ispettori sono pochi, adesso governo intervenga”.

Palermo. “Gli incidenti mortali sul lavoro aumentano, soprattutto in Sicilia, e questo dato è inaccettabile. Non vogliamo più assistere alla semplice retorica del “piangere il giorno dopo”, servono scelte ben precise e immediate”. Così il segretario generale Claudio Barone, che commentando gli ultimi dati Inail diffusi oggi sul sito del Centro Pio la Torre, aggiunge: “Il numero degli ispettori del lavoro è insufficiente. Non ci sono norme valide se non c’è chi vigila per farle rispettare. E’ una scelta colpevole dei governi che sino ad oggi non sono intervenuti. Bisogna smetterla con questo atteggiamento ipocrita, chiediamo una convocazione immediata, insieme all’Inail, per intervenire e garantire ai siciliani massima sicurezza nei luoghi di lavoro”.

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Gela, bene via libera dalla Soprintendenza del Mare

Palermo. “E’ positivo che la Soprintendenza al Mare abbia rilasciato il parere sul progetto della base gas Argo-Cassiopea che così sblocca finalmente l’iter. In questo modo si potrà permettere ad Eni di avviare nuovi investimenti e di creare buona occupazione. Adesso, tocca al governo nazionale disporre la proroga della Valutazione di impatto ambientale. Gela deve essere una priorità nazionale, non possiamo farci scappare questa occoasione”. Così il segretario generale Claudio Barone.