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Protocollo antimafia per turismo e ristorazione

Palermo. “Stringere il controllo contro le infiltrazioni della criminalità organizzata in uno dei comparti chiave dell’economia cittadina rafforzando il monitoraggio delle imprese, il contrasto al lavoro irregolare e lo scambio di informazioni tra istituzioni e parti sociali”. Questo è l’obiettivo di Cgil, Cisl, Uil e Ugl che hanno aderito al protocollo antimafia per il settore turistico-alberghiero e della ristorazione, siglato il 16 ottobre 2025 da Prefettura e Comune di Palermo. “Si tratta di uno strumento importante che rafforza i controlli e che punta a garantire qualità dei servizi e tutela del lavoro”, afferma Giuseppe Raimondi della segreteria regionale, insieme alla UilTucs Sicilia come componente dell’Osservatorio. E aggiunge: “La Uil Sicilia ritiene importante il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali all’interno di un sistema di prevenzione. In settori dove l’occupazione è spesso fragile e il rischio di sfruttamento è più elevato, la presenza di presidi di legalità rappresenta una garanzia anche per lavoratrici e lavoratori. Resta però fondamentale che il protocollo non resti un atto formale ma si traduca in azioni concrete, controlli efficaci e monitoraggi continui. La Uil Sicilia seguirà con attenzione l’attuazione dell’intesa auspicando che l’Osservatorio provinciale e la cabina di regia operino con continuità, trasparenza e capacità di incidere realmente sui fenomeni di illegalità”.

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Enna e Caltanissetta, l’allarme della Uil Sicilia

“Le province di Enna e Caltanissetta continuano a fare i conti con un territorio che si svuota, infrastrutture carenti, crisi idrica e assenza di prospettive per i giovani in un quadro aggravato dalle ultime notizie sulla frana di Niscemi che riaccendono l’attenzione sulla fragilità del territorio”. Si è discusso di tutto questo all’assemblea congressuale della Uil Enna e Caltanissetta, alla presenza della segretaria generale della Uil Sicilia, Luisella Lionti, e dei coordinatori provinciali Enzo Savarino e Salvatore Guttilla, in un momento di confronto dedicato alle emergenze che attraversano il cuore dell’isola. Un territorio che rischia di svuotarsi e restare ai margini. Nel corso dell’assemblea è emersa, infatti, la denuncia contro lo spopolamento crescente, frutto di mancanza di lavoro e prospettive per i giovani, e la grave carenza di infrastrutture che continua a isolare le aree interne. A pesare ulteriormente sulla tenuta sociale ed economica, la crisi idrica che mette in ginocchio famiglie e imprese, senza risposte chiare né interventi strutturali. Per la Uil serve “una svolta immediata con investimenti seri, manutenzione del territorio, servizi essenziali e politiche capaci di offrire futuro ai giovani, oggi costretti troppo spesso a partire”. E le notizie sulla frana di Niscemi, con l’inchiesta che coinvolge anche esponenti politici, confermano quanto sia urgente affrontare il tema della sicurezza idrogeologica e della prevenzione. “Non possiamo più permettere che Enna e Caltanissetta restino sole di fronte a emergenze che si sommano e si alimentano tra loro – hanno ribadito Lionti, Savarino e Guttilla, chiedendo risposte concrete e tempi certi per il rilancio delle zone interne. Servono investimenti pubblici e politiche attive per l’occupazione -. La Uil Sicilia continuerà a portare nei territori e nelle istituzioni la voce di chi chiede lavoro, diritti, infrastrutture e una prospettiva di sviluppo”.

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Frana Niscemi, svolta nelle indagini

“La svolta nelle indagini sulla frana di Niscemi conferma quanto gravi siano state le mancanze accumulate nel tempo. É una ferita aperta e il territorio adesso chiede attenzione, investimenti e atti concreti. Non più rinvii”. Lo afferma Luisella Lionti, segretaria generale della Uil Sicilia, che aggiunge: “La sicurezza non può più essere trattata come un’emergenza occasionale ma come una priorità assoluta. Questo sindacato continuerà a vigilare affinché alle famiglie e a tutti i lavoratori siano garantiti aiuti e sostegno per ripartire”.