Palermo. L’assemblea congressuale di Uniat Sicilia ha confermato alla presidenza Giuseppe Piampiano. La votazione ha registrato il totale consenso tra i delegati, riconoscendo la continuità del percorso avviato e la solidità della leadership. Nel suo intervento, il presidente ha ribadito “l’impegno a proseguire le iniziative a tutela dei soci e a rafforzare la presenza dell’associazione sul territorio”. L’assemblea ha altresì approvato il programma operativo per il prossimo quadriennio, con priorità su sviluppo dei servizi, formazione e dialogo istituzionale. “Un sincero ringraziamento ai delegati, ai volontari e ai partner per la partecipazione e la fiducia dimostrate – ha precisato Piampiano – ma anche ai soci, il cui sostegno continuo è stato fondamentale per i risultati ottenuti”. Infine il presidente ha rinnovato l’appello alla “collaborazione con enti locali e organizzazioni del settore per affrontare le sfide future con spirito unitario e professionalità”.
Mese: Giugno 2026
Grave incidente sul lavoro a Godrano
“Esprimiamo solidarietà al giovane lavoratore rimasto ferito dopo la caduta da un ponteggio durante i lavori di ristrutturazione del tetto della scuola a Godrano. Un altro grave incidente ci ricorda con forza che la sicurezza nei cantieri resta ancora troppo fragile e che non è più possibile accettare che si continui a rischiare la vita sul lavoro”. Lo afferma la segretaria della Uil Sicilia, Luisella Lionti, che aggiunge: “Chiediamo subito l’immediata verifica delle condizioni di sicurezza del cantiere e l’accertamento di eventuali responsabilità. Servono controlli seri, prevenzione concreta e maggiore attenzione in ogni luogo di lavoro. Questo sindacato resterà vicino al lavoratore e alla sua famiglia e vigilerà sempre per garantire responsabilità e prevenzione”.
Fuga di cervelli in Sicilia
“La Sicilia paga a caro prezzo l’esodo dei suoi talenti. Nella sola provincia di Enna, infatti, si registra la più alta perdita di giovani laureati pari al 10,6% dal 2019 a oggi. Non si tratta di numeri astratti ma della fuga delle competenze e delle energie necessarie per la ripresa economica e sociale della nostra Isola. Dai dati Istat emerge così un Mezzogiorno sempre più povero di giovani mentre nel Nord Italia c’è una crescita del 4,8 per cento. Un divario che fotografa l’esodo dei nostri giovani verso le aree con maggiore impulso economico. Un campanello d’allarme che non possiamo più ignorare”. Lo affermano la segretaria della Uil Sicilia, Luisella Lionti, e Paolo Campisi, coordinatore Uil per la provincia di Enna, che aggiungono: “Gli incentivi messi in campo sino ad oggi non hanno avuto l’effetto sperato. Misure economiche isolate, infatti, non bastano. Senza servizi pubblici efficienti e di qualità le risorse si disperdono, ecco perché continuiamo a chiedere più investimenti per rafforzare i servizi essenziali come asili nido e scuole e misure per il lavoro femminile. Ma è fondamentale – aggiungono i sindacalisti – ripensare anche alla sanità territoriale, migliorare la qualità dell’istruzione e rafforzare il raccordo tra università, centri di ricerca e imprese per creare percorsi di formazione-lavoro davvero efficaci. E ancora investire in infrastrutture, promuovere politiche industriali e di sviluppo territoriale. Non basta solo mantenere i giovani nel territorio, bisogna garantire loro condizioni di lavoro e prospettive di carriera che giustifichino la scelta di restare. La qualità dell’occupazione è la vera misura dell’efficacia di qualsiasi incentivo”.
Vedi meno
Violenze e intimidazioni mafiose a Palermo
“Da diverso tempo ormai la nostra città di Palermo è sottoposta ad una recrudescenza del fenomeno criminale mafioso – scrivono i segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil Palermo Mario Ridulfo, Federica Badami e Ignazio Baudo in una lettera inviata questa mattina al ministro Matteo Piantedosi e al prefetto Massimo Mariani -. La cronaca ormai giornaliera, di fatti criminali, desta profonda inquietudine, preoccupazione e sconcerto tra i cittadini, le lavoratrici e i lavoratori palermitani. Nonostante le iniziative e gli impegni delle forze dell’ordine, questi fatti non cessano, anzi si ripetono ormai quasi giornalmente. Il ritorno a metodi così eclatanti, a nostro avviso, ha l’obiettivo tra le altre cose di affermare il potere mafioso sulla città da parte di questi gruppi criminali, certamente legati o essi stessi facenti parte di cosche mafiose”. “Questa è una vera e propria sfida allo Stato e dunque alla nostra democrazia – aggiungono Ridulfo, Badami e Baudo –. A questa violenza occorre contrapporre una forte e decisa azione da parte delle istituzioni, con una maggiore presenza delle forze dell’ordine sul territorio ed anche una azione più forte delle istituzioni tutte che debbono garantire allo stesso tempo il diritto alla sicurezza e alla legalità assieme ai diritti costituzionali che in questa città continuano ad essere violati. A questa violenza occorre contrapporre, assieme all’azione delle istituzioni democratiche, anche un’iniziativa sociale, attraverso il coinvolgimento e la partecipazione democratica della parte sana, che è la maggioranza della nostra società. Accanto al controllo istituzionale serve il controllo sociale del territorio e questo può avvenire se assieme promuoviamo partecipazione”.
Cgil Cisl e Uil ritengono importante la presenza del ministro ai lavori del comitato per l’ordine a e la sicurezza pubblica convocata dal prefetto di Palermo per lunedì e, chiedono che una delegazione del sindacato possa essere ricevuta per un confronto su quanto sta accadendo in città.
Stress termico in Sicilia
”Giudichiamo positivamente il confronto di oggi all’assessorato regionale al Lavoro sul tema dello stress termico. Ora si vari subito l’ordinanza relativa e si lavori alla sottoscrizione del protocollo d’intesa, al quale è opportuno che aderiscano anche le parti datoriali”. Così dichiarano Francesco Lucchesi (Cgil Sicilia), Leonardo La Piana ed Emanuele Gallo (Cisl Sicilia) e Luisella Lionti e Ignazio Baudo (Uil Sicilia), al termine dell’incontro tenutosi oggi negli uffici di via Trinacria a Palermo, con l’assessore regionale al Lavoro, Nuccia Albano. Le sigle sindacali confederali hanno ribadito la necessità di adottare immediatamente l’ordinanza necessaria a garantire la salute e la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori esposti alle elevate temperature e hanno sollecitato l’iter per il varo del protocollo regionale, che dovrà tenere conto delle proposte avanzate dai sindacati. Accordo al quale per Cgil, Cisl e Uil Sicilia è indispensabile che aderiscano anche le imprese. “Siamo rammaricati – affermano Lucchesi, La Piana e Gallo, Lionti e Baudo – per l’assenza delle parti datoriali all’incontro di oggi. Sarebbe singolare la mancata adesione delle associazioni delle imprese sia al percorso propedeutico di confronto sia alla fase finale della sigla del protocollo. Confidiamo che con senso di responsabilità ci si ritrovi tutti insieme a difesa del lavoro vero, sicuro e adeguatamente tutelato, nel rispetto della persona e delle norme sulla sicurezza negli ambienti di lavoro”. Cgil, Cisl e Uil Sicilia hanno confermato la necessità di sospendere le attività nelle fasce orarie maggiormente esposte al rischio da stress termico. I sindacati confederali hanno evidenziato l’esigenza di inserire fra le categorie già indicate nella precedente ordinanza, anche quella dei lavoratori delle vetrerie, dei servizi alla persona, dei lavoratori impiegati in capannoni industriali non climatizzati, degli operatori dell’igiene ambientale ed è stata richiesta particolare attenzione per i rider che svolgono la propria attività in condizioni di maggiore esposizione. Cgil, Cisl e Uil hanno ribadito l’importanza delle necessarie predisposizioni che ciascuna azienda, in ogni attività produttiva, dovrà porre in essere, per strutturare un sistema di prevenzione chiaro, efficace e uniforme che garantisca la salvaguardia e la tutela fisica delle lavoratrici e dei lavoratori in condizioni di stress termico. Cgil Cisl e Uil Sicilia, parallelamente all’adozione delle misure di tutela e contenimento del rischio, insistono ancora una volta “sul rafforzamento e sull’intensificazione dei controlli ispettivi, sul potenziamento dell’attività dei medici competenti, prevedendo sanzioni efficaci nei confronti delle aziende che non rispettano le disposizioni, così da assicurare una reale applicazione delle norme poste a tutela della salute e della sicurezza”. Cgil, Cisl e Uil Sicilia ribadiscono infine la necessità di mantenere aperto un confronto permanente tra Regione, organizzazioni sindacali e rappresentanze datoriali così da potere sottoscrivere il protocollo che rappresenta uno strumento di garanzia e tutela così da evitare ogni anno di dovere sollecitare una nuova ordinanza.
Nuove intimidazioni a Palermo
Palermo. Cgil e Filcams Palermo, Cisl Palermo-Trapani e Fisascat Cisl Palermo e Uil e UilTucs Sicilia esprimono profonda condanna per i gravi e vili atti intimidatori che nelle ultime settimane hanno colpito le attività commerciali della nostra provincia con particolare riferimento all’incendio appiccato davanti alla pizzeria Ulisse in piazza Rossi a Tommaso Natale e al rogo che ha distrutto la struttura in legno di un chiosco sulla spiaggia di Vergine Maria. “Questi episodi – precisano i segretari Mario Ridulfo e Giuseppe Aiello, Federica Badami e Stefano Spitalieri, Luisella Lionti e Ignazio Baudo e Ida Saja – che seguono le numerose minacce e danneggiamenti registrati nelle scorse settimane, rappresentano un attacco alla legalità, al lavoro e alla dignità di chi ogni giorno si impegna per offrire servizi e opportunità ai cittadini”. Le organizzazioni sindacali manifestano così piena solidarietà e vicinanza ai titolari e ai lavoratori delle attività colpite da queste intimidazioni mafiose. E i segretari aggiungono: “Siamo al fianco di chi subisce e si oppone. È indispensabile che le istituzioni locali e nazionali intervengano con urgenza per garantire sicurezza, adottare misure di protezione e contrastare in modo deciso il fenomeno delle estorsioni e delle intimidazioni. Siamo pronti a sostenere le vittime con ogni iniziativa utile e a chiedere misure di tutela per lavoratori e imprenditori che subiscono intimidazioni. Il lavoro onesto non può essere messo sotto ricatto”.
Violenza contro gli arbitri nei campi sportivi
Le ricorrenti aggressioni ai danni degli arbitri e i sempre più frequenti episodi di violenza nei campi da gioco, in particolare nei campionati dilettantistici e giovanili, hanno ormai raggiunto livelli allarmanti. Lo dimostrano i dati dell’associazione italiana arbitri che evidenziano un numero crescente di aggressioni. In Sicilia, durante un incontro dei play-off del campionato di Promozione, il giovane arbitro Karim La Franca è stato vittima di proteste violente, spintoni e di un’aggressione fisica che lo ha costretto a sospendere la gara. Lo stesso è accaduto all’arbitro Carpinteri nel corso di una partita di Terza Categoria. “Si tratta di fatti che vanno denunciati e condannati – dichiarano Luisella Lionti, segretaria generale della Uil Sicilia, e Marco Caruso, responsabile Uil Sport Sicilia -. L’esasperazione della competizione, la perdita di rispetto verso la figura arbitrale e l’insufficienza di strumenti di prevenzione stanno producendo conseguenze sempre più gravi. Il ruolo dell’arbitro deve essere riconosciuto e tutelato come presidio di legalità, imparzialità e garanzia del corretto svolgimento delle competizioni. I casi di Rosolini e Aci Sant’Antonio – proseguono Lionti e Caruso – dimostrano invece che siamo di fronte a una vera emergenza educativa, sportiva e sociale che richiede risposte immediate e concrete”. Per questo sindacato, la tutela degli arbitri deve essere affrontata come una questione di sicurezza sul lavoro. Migliaia di direttori di gara, infatti, operano ogni settimana nei campi sportivi garantendo il regolare svolgimento delle partite e assumendosi responsabilità rilevanti. “È necessario rafforzare le tutele, incrementare i controlli e prevedere misure di sicurezza nei contesti più esposti al rischio, anche nelle aree esterne al terreno di gioco”, affermano i sindacalisti -. Servono protocolli efficaci, sanzioni esemplari per chi si rende protagonista di atti violenti e una più stretta collaborazione tra istituzioni sportive, forze dell’ordine e organizzazioni sindacali. Lo sport deve tornare a essere un luogo di crescita, inclusione e rispetto delle regole”.
